lunedì 31 maggio 2010

In libreria

"La poesia di Fabio Artigiani è penetrata in me con tutto il suo vigore, la sua intensa passione, la sua cruda realtà, nei miei pensieri e nelle mie riflessioni e lì rimarrà, ne sono certo, assieme a tutto ciò che di più bello ho letto ed ho scritto nella mia vita". Giordano Borelli - poeta
Prefazione a cura del dott. Mario Mengheri
Note a cura di Andrea Iradella.
Per acquistare il volume on-line clicca qui
A breve la lista delle librerie dove poterlo acquistare a scaffale od ordinare.
ISBN 978-88-7626-069-2

domenica 30 maggio 2010

Estratti

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POESIE

Astronauta
Porto solo il mio vuoto
al cospetto del suo perdono.
Alito di giudice minaccia l'istanza
paure spente e salvate di vita.
Annaspo tra la cenere e cado
martello la terra con le mie acque
e subito sul marmo mi rialzo
e subito divento nebbia, e poi sale.
Non c'è nulla, fuori dalle finestre
murate ed uno spazio stellato
di piccoli occhi mutanti.
Ora il letto mi soggiace, sopra
la presenza vigile della mia mente.


Lo scoglio

L’acqua spacca e sciacqua
il muschio palese di verde,
lasciando lo scoglio al taglio del vento.

E levigato aspetta altra vita
per un po’ di pace.

Ma non sa, non vuole sapere,
perché non cammina,
non ama, non vola,
non sogna.

Sta, con la dignità
di uno scaltro paradiso.


Il Fiume
La mano tende,
ultimo confine rosso
casa e respiri,
poi occhi nel cosmo.
Libero.
Il corpo si bagna,
ultimo grembo verde lampo,
limbo estatico e una nota sull’orecchio,
le pietre cadono.
Chiasso.
Tumultuante acuto poi assente,
disinfezione sui ricordi, arriva un bianco
la morte mi assomiglia.
Vivo.
Raggi e spiriti
estirpano la mente dal nulla,
chiazze nere in corteccia.
Follia.
Corrente e svuota,
rapida fluisce pesante latente,
petto alla foce, senziente.
La Madre.
Alto disperde e sublime,
fuoriesce l’ultimo fiato disperso,
esistere ed etere.
Oceano.


PENSIERI

Favola nascosta
Quando un principe mentirà nel bosco, l’alba spunterà sulle cime degli alberi e tu, piccola bimba fra le margherite, otterrai la tua ricompensa. Fino ad allora, resta qui a fare incantesimi con la tua lucentezza di ingenuità e premure, di balocchi e vie di fuga, di innocenze e delitti.
E che il succo delle fragole innamori i tuoi sensi, laddove si disperde il rancore e le lepri guizzano veementi in cerca di fortune.

Sono

Sono bello
Sono bugiardo
Sono facile alla lacrima anche se non piango mai
Sono sovrappeso
Sono innamorato
Sono introverso
Sono alla ricerca di mia madre
Sono un ragazzo senza padre
Sono un bambino senza padre
Sono un ladro che ama
Sono la poesia perfetta per me stesso
Sono qualcosa che nessuno sa
Sono un angelo travestito da terrestre
Sono uno che all’inferno ci va, e volentieri
Sono senza una casa da sempre
Sono uno che sa fingere per troppo amore
Sono uno che chiede tanti perché, ma soffre ad ascoltarli
Sono uno che vive. Anche troppo.
Sono le mie braccia troppo corte
Sono uno che usa la parola “troppo” troppo spesso
Sono uno che ama non prendersi troppo sul serio per scopi serissimi
Sono nudo e felice, vergognoso, timido, splendido, difficile, stronzo.
Sono quello che non vorrei essere e anche quello che non sono mai stato
Sono quello che non voglio mai essere e anche quello che non sarò
Sono un tutto e un niente
Sono la Vita che bussa alla porta della Morte, non per entrare, ma per farla uscire, almeno una volta...

Riflessioni a margine di un bisogno
Ad uccidere l’innocenza non ci vuole niente. Sembra che se tu manchi di libertà e aspirazioni, allora anche chi hai di fronte non deve averne. Non si sopporta chi ti sta davanti chiuso nel suo gentile mondo di ingenuità, mascherato da critiche e ribellione, da ideali e superficialità crudeli. Ma sotto la maschera vive un’età psichica di nuvole e paradossi, di incertezze e catene, di sgomento e vicoli ciechi. Allora come si fa ad educare al cinismo, a fermarsi ed accontentarsi degli occhi a scapito dei sentimenti? Come si fa ad annusare solo il bruciato senza avere l’intuito della carne morbida? E’ come crearsi un giocattolo meccanico pseudo-tecnologico in cui rinchiudersi per masturbarsi l’anima in ricerca di uno o più orgasmi, ignorando puerilmente che saranno comunque sempre sterili.
La Terra e l’uomo hanno bisogno di essere fecondati da chi i mulini a vento li vede davvero, da chi spera e morde affinché le pale tornino a macinare grano.



FOTOGRAFIE







PREFAZIONE
a cura del dott. Mario Mengheri
“Artigiani sale in cielo ad uccidere un angelo con il Nero e consente a coloro, e forse a se stesso di salire se c’è bisogno, se l’esasperazione lo travolge come spesso accade nella vita. Guarda Dentro e fa posto a neve nella stanza, che col suo nevico splendore oscura le sue scelte, la sua vita e i suoi passaggi per ascendere al vivere. E’ solo, non con solitudine, non con stanchezza e noia, ma finalmente con le sue ombre di vita che ora avverte sue, con cui dialoga e ride scivolando sui riflessi di un mare. E’ qui che incontra, come in una fiaba, non una zattera ma La zattera: una barca carica di false speranze e di richieste dettate dal bisogno di coloro che vi salgono, lontani dal desiderio e ignari di cosa lasciano e di cosa troveranno. Eppure vogliosi e speranzosi di vita e di paradisi; ignari di cosa sta accadendo nelle terre che lasciano, luoghi ormai colmi solo di malessere umano. Indignità e povertà della nostra specie cosiddetta evoluta!”

“Il dittatore esiste sempre e comunque. È l’uomo che lo vuole, è la sua povera e arrogante passività che porta un dittatore ad esserlo suo malgrado, o no!? Ma c’è l’altro Dittatore, quello vero che non dà scampo, che non guarda chi sei o cosa pensi: ha bisogno di essere il dittatore per esistere e regnare nella sua onnipotenza e identità di sabbia. Che stia lontano da noi; che ci si guardi alle spalle da lui, dalla sua meschinità e dalla sua falsa ingenuità ma, nell’apparente, vera bontà e altruismo. È un cannibale e ti vuol mangiare. È un vampiro e vuole identificarti a lui e sottometterti e svalutarti per l’eternità.”

“In questo mondo la libertà vera penso non esista. Possiamo danzare insieme, caro giovane amico, ma per conquistare la libertà non basta la volontà ad anelarla. La nolontà (è un distacco; un porsi al di fuori del gioco contingente della vita) si oppone ad essa. Non basta mai una vita intera per conoscere la psiche inconscia e per individuare un senso di libertà costantemente mutevole. Indulgere verso se stessi e gli altri con compassione amorevole ci fa sentire ed essere più vicini a questa libertà, che non può essere nostra se amiamo. Amare significa, infatti, in qualche modo, diminuire i nostri gradi di libertà: ma è un buon prezzo se l’amore è vero. Spesso amiamo costruendoci gabbie dorate e invisibili: ma sempre gabbie sono. Il nutrimento della nostra anima non può essere l’illusione, né la fuga illusoria nella sanità istituzionale o nella salute; né nell’aver trovato una libertà detta da giudici liberi: i giudici non possono essere liberi, giudicano attraverso codici personali o illusoriamente oggettivi ma nati dal voler correggere ed assolvere colpe e peccati a nome di una fantomatica, o culturalmente momentanea, giustizia.”

mercoledì 12 maggio 2010

Letture in cambusa


SABATO 15 MAGGIO al pub "La Bodeguita", piazza dei Domenicani 20, Livorno.

Programma della serata:

ore 17.30 presentazione del libro "Appunti ai Naviganti - tra terra e mare" edito da Pascal editrice, alla presenza dell'autore e del dott. Mario Mengheri, curatore della prefazione. Moderatrice: Claudia Schiazza.

ore 19.00 Aperitivo-Spettacolo "LETTURE in CAMBUSA".
Testi e immagini di Fabio Artigiani
Performance teatrale di Tiziana Mazza
Video-art di Claudia Schiazza