sabato 20 agosto 2011

Bula Pufels

Com’è dura la roccia
da cui nasce il sole carsico
che scalda profumi di cedro e pino cembro
fino al picco dell’invisibile Sassolungo.

Col Raiser tempra il cielo
e silenti le nubi abbassano lo sguardo
mentre le Odles affilano il giorno
alle fatiche e all’orgoglio.

Occhi sudtirolesi riflettono luci antiche
aggrappati in salita alla magia
nati come stambecchi fieri,
solidi come l’inverno sui ghiacciai.

Suoni dell’acqua e dei ciondoli di vacche,
di capretti e di sottobosco
si diluiscono al silenzio
quando la valle si riempie di notte.

Piccoli insetti gioiscono all’alba
vibranti del rintocco pulito di campana
e le ossa umide e la pelle nuova
lasciano caldi letti allo svanire della nebbia.

Mani già mungono con le rondini in testa,
sterzi di trattori girano sulle terre bagnate
l’odore del fieno fresco dilaga nell’aria
e l’incanto appare ancora tra le pieghe di un nuovo giorno.

Bulla insiste e sta quassù,
sorridendo a valle di Ortisei
affondando la sua quasi solitudine
alla spalle del gigante di Siusi.

Ed io turista metto quiete ai miei occhi,
mi affaccio e respiro i monti,
poi stringo le mie scarpe al corpo
impaziente di fremere, sudare e salire

per dipingere un nuovo pezzo di meraviglia sulla mia anima nuda.