sabato 14 gennaio 2012

IL MIO ESSERE DI TE (come fosse Alda Merini)

Tu mi tieni al mondo
per un tuo capriccio
come una spilla al merito
come la selvaggina appesa a un fianco.

Ed io mi lascio nel cantuccio,
inerme al cospetto del tuo ego
e bevo dai tuoi occhi trionfanti
ebbra delle mie debolezze.

Ti amo, nelle catene di un bisogno,
tu padre inconsapevole con la frusta
(che dai linfa alla mia femmina)
d’un masochismo nato nel mio grembo.

Oh, vivida stanchezza di miele e fiele!
Questo carico mi traborda dalle vene
e chiede la pace sulla pelle secca,
che ormai matura è questa vita.

Viro intorno alla mia sigaretta,
che si spegne con un tuffo nell’oblio:
tra l’ultimo fumo ti intravedo ancora un poco
prima che la tua immagine sbiadisca ai contorni del mio specchio.